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Preghiere

PER IL MERCOLEDI’ DELLE CENERI
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore cancella il mio peccato. 

Lavami da tutte le mie colpe, * 
mondami dal mio peccato. 
Riconosco la mia colpa, * 
il mio peccato mi sta sempre dinanzi. 

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; 
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio. 

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre. 
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza. 

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve. 
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato. 

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe. 
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo. 

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito. 
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso. 

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno. 
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia. 

Signore, apri le mie labbra * 
e la mia bocca proclami la tua lode; 
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti. 

Uno spirito contrito * 
è sacrificio a Dio, 
un cuore affranto e umiliato, * 
tu, o Dio, non disprezzi. 

Nel tuo amore fa grazia a Sion, *
rialza le mura di Gerusalemme. 

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione, 
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

​Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA
Mi hai chiamato, Dio dei miei padri, 
ad uscire dalla palude del peccato 
perché volevi che io provassi la gioia luminosa di una prateria, 
ove è possibile giacere, saltare, correre e cantare. 
Mi hai strappato dalla schiavitù antica 
per farmi vivere nella libertà. 
Ed io, o Signore, sono un uomo inquieto 
perché la libertà è una gioia, ma anche un tormento. 
Ad ogni passo sono costretto a scegliere fra il bene e il male, 
fra il peccato e la grazia, fra la tua parola e quella del maligno, 
fra la polvere delle stelle e il fango della terra. 
Quanta fatica, o Signore, 
hai messo nelle mie mani con la libertà! 
Tu intanto stai in silenzio a guardare la mia libertà. 
Stai a guardare le scelte che compio e i passi che faccio. 
Se cado, per una scelta sbagliata, 
con dolcezza mi rialzi e continui a guardarmi. 
Se resto in piedi per una scelta giusta 
sorridi e continui a guardarmi. 
Sei un Dio fuori di ogni immaginazione! 
Vuoi che cammini da me 
perché non sei né un dittatore o un plagiatore 
e nemmeno un carceriere che impedisce ogni mio passo, 
ma un Dio che ama solo e sempre chi è uomo libero 
e si fa perciò responsabile di sè e degli altri. 
In Paradiso ci arriverò perché voglio 
e perché faccio quello che è necessario 
e non perché ci sono costretto da te. 
La mia libertà di scelta 
è anche la grazia più bella che mi hai offerto 
perché mi fa uguale a te, Dio, 
appassionato amante della libertà. Amen
Parrocchia